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Schede ascensori in Italia: guasti, test e ricambi

Schede ascensori in Italia: guasti, test e ricambi

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Parti scheda599
Ascensore 3300 5500257
Parti elettriche e meccaniche229
Altre parti ascensore a nastro113
Pattino guida67
Altre parti ascensore46
Strumento di debug35
Encoder29
Parti scale mobili26
Ventola26
Cortina di luce18
Motore porta e cinghia17
Contattore16
Inverter15
Chiave14
Dispositivo di blocco porta12
Scatola olio9
Coltello porta6
Parti porta6
Luce3
STEP Monarch Ascensore1

Nel settore ascensoristico italiano, la scheda di controllo è il punto in cui convergono logica di manovra, segnali di sicurezza, comandi porta, gestione dei piani, comunicazione con inverter e sensori di posizione. Quando questa elettronica inizia a degradarsi, il problema raramente si presenta come un semplice fermo netto: spesso compaiono chiamate perse, ripartenze irregolari, errori intermittenti, ritardi in apertura porta o blocchi che sembrano casuali. Per questo motivo, capire i segnali di anomalia, eseguire una diagnosi strutturata e scegliere il ricambio corretto è essenziale per manutentori, distributori, proprietari immobiliari e imprese di modernizzazione in Italia.

La risposta diretta è semplice: una scheda di controllo difettosa può alterare la logica dell’impianto anche quando motore, porte e funi sono in condizioni accettabili. Tuttavia, sostituire la scheda senza verifiche preliminari può generare costi inutili, fermo impianto prolungato e incompatibilità. In città come Milano, Torino, Bologna, Roma e Napoli, dove convivono impianti installati in epoche diverse, la corretta identificazione del modello, della revisione software e delle interfacce è decisiva tanto quanto la disponibilità del pezzo. Lo stesso vale nei poli logistici di Genova, Trieste e Verona, dove i tempi di approvvigionamento incidono direttamente sulla continuità del servizio.

Questa guida è pensata per il mercato italiano e affronta i principali scenari di guasto, le procedure di diagnosi adottate dai tecnici, le differenze tra schede nuove, originali, compatibili e ricondizionate, i criteri di spedizione con protezione ESD, nonché i passaggi di messa in servizio dopo la sostituzione. Nei casi in cui sia necessario reperire un ricambio specifico, può essere utile consultare una scheda di controllo Hitachi per ascensori, una motherboard Toshiba nuova originale oppure una scheda di espansione Toshiba, verificando sempre corrispondenza di codice, revisione, tensioni e funzioni supportate.

Nel mercato italiano, la domanda proviene soprattutto da condomini residenziali, ospedali, hotel, centri direzionali, siti industriali e programmi di ammodernamento. Il trend 2026 indica una crescita dell’attenzione verso affidabilità documentata, tracciabilità del ricambio, riduzione dei tempi di fermo e sostenibilità del ciclo di vita dei componenti. Le normative di sicurezza, la digitalizzazione della manutenzione e la pressione sui costi energetici stanno spingendo il settore verso diagnosi più accurate e sostituzioni più selettive.

Ambito Ruolo della scheda Effetto del guasto Impatto operativo Priorità Nota pratica
Logica di manovra Gestisce chiamate e sequenze Salti di corsa o arresti errati Disservizio utenti Alta Verificare ingressi e uscite digitali
Controllo porte Coordina apertura e chiusura Porta che non chiude o riapre Fermo ai piani Alta Escludere prima fotocellule e serrature
Comunicazione con inverter Scambia consensi e comandi Marcia irregolare o mancata partenza Fermo cabina Alta Controllare parametri e cavi schermati
Lettura sensori Riceve encoder e segnali di posizione Livellamento impreciso Rischio richiamo tecnico Media Misurare alimentazioni stabili
Sicurezze Integra catene e consensi Blocchi intermittenti Affidabilità ridotta Alta Analizzare log eventi
Comunicazione di sistema Interfaccia con pannelli e moduli Segnalazioni errate Diagnosi confusa Media Confrontare firmware e revisioni

La tabella sopra mostra perché la scheda non debba essere considerata un semplice “pezzo elettronico”, ma un nodo funzionale che influenza sicurezza, regolarità del traffico e affidabilità complessiva dell’ascensore.

Segnali comuni di guasto delle schede di controllo

I segnali più frequenti di guasto non sono sempre spettacolari. In molte installazioni italiane il problema emerge come difetto intermittente, spesso aggravato da umidità, vibrazioni, polvere, sbalzi termici o alimentazione instabile. Nei vani macchina di edifici datati a Firenze, Palermo o Genova si riscontrano spesso ossidazioni leggere dei connettori, mentre in contesti ad alta intensità di servizio, come ospedali a Milano o hotel a Venezia, l’usura elettrica può manifestarsi con riavvii sporadici o anomalia nella logica porte.

Tra i segnali più comuni rientrano: chiamate di piano che non vengono memorizzate in modo coerente, display che mostrano codici variabili senza causa apparente, relè che commutano in ritardo, alimentazioni ausiliarie fuori tolleranza, fusibili che saltano senza corto evidente sui carichi, uscite che non pilotano correttamente contattori o moduli porta, perdita di parametri e guasti che scompaiono temporaneamente dopo un riavvio. In alcuni casi la scheda si guasta solo a caldo, quindi l’impianto può sembrare regolare all’avvio mattutino e bloccarsi dopo molte corse consecutive.

Va inoltre distinta la scheda realmente difettosa dal guasto indotto da periferiche esterne. Un sensore difettoso, una serratura porta instabile, un alimentatore con ripple elevato, un inverter rumoroso o un cablaggio lesionato possono simulare il malfunzionamento della motherboard. È proprio questa distinzione che separa una sostituzione efficace da una sostituzione prematura.

Sintomo osservato Possibile causa sulla scheda Possibile causa esterna Frequenza sul campo Rischio di fermo Azione iniziale consigliata
Ascensore non parte Uscita di comando difettosa Catena sicurezza aperta Molto comune Molto alto Controllare ingressi sicurezza e consenso marcia
Porta si riapre continuamente Logica porta instabile Barriera o serratura difettosa Comune Alto Analizzare segnali porta in tempo reale
Livellamento impreciso Acquisizione encoder errata Sensore posizione sporco Medio Medio Misurare tensioni e segnale encoder
Errori casuali al display Memoria o processore instabili Alimentazione rumorosa Comune Medio Verificare alimentatore e massa
Perdita di parametri EEPROM degradate Cadute di tensione frequenti Meno comune Alto Salvare parametri e testare alimentazione
Fermo solo a caldo Saldature fredde o componenti termici Ventilazione insufficiente quadro Comune Alto Eseguire test termico e ispezione visiva

Per il mercato italiano è utile sapere che i segnali di guasto tendono ad aumentare negli impianti con età superiore a 15 anni, soprattutto se hanno subito modifiche parziali, sostituzioni non omogenee di moduli o riparazioni non documentate. Anche i quadri collocati in ambienti non ben ventilati, in coperture esposte al calore estivo o in locali con umidità elevata mostrano una maggiore incidenza di guasti elettronici.

Il grafico evidenzia una crescita plausibile della domanda di ricambi elettronici per ascensori in Italia, trainata da modernizzazioni selettive, maggiore età media degli impianti e pressione a ridurre i tempi di fermo.

Come i tecnici diagnosticano i guasti delle schede

Schede ascensori in Italia: guasti, test e ricambi

Una diagnosi corretta segue una logica progressiva. I tecnici esperti non partono dalla sostituzione immediata, ma da una sequenza ordinata di rilievi: raccolta errori, verifica stato ingressi e uscite, controllo tensioni, ispezione visiva, confronto parametri, isolamento delle periferiche e test funzionali in condizioni reali. In Italia, dove molti impianti sono multimarca e con storia manutentiva non sempre lineare, la diagnosi richiede anche la capacità di ricostruire modifiche pregresse e sostituzioni non originali.

La prima fase consiste nel leggere il registro eventi e annotare quando compare il difetto: all’avvio, durante la corsa, in decelerazione, in apertura porta o durante il parcheggio. La seconda fase è elettrica: si verificano le linee di alimentazione principali e ausiliarie, la stabilità sotto carico e l’assenza di ripple eccessivo. La terza fase è fisica: si controllano piste annerite, condensatori gonfi, morsetti allentati, connettori ossidati, relè usurati, saldature opache o microfratture. La quarta fase riguarda il software e la configurazione: codice scheda, revisione, firmware, parametri specifici di impianto, indirizzamenti e ponticelli.

Quando possibile, i tecnici usano una scheda campione nota come funzionante o un banco prova. Questo approccio riduce i falsi positivi e permette di capire se il guasto segue la scheda oppure resta sull’impianto. Nei programmi di ammodernamento a Roma, Bari o Padova, questo metodo è particolarmente utile per impianti con più moduli interdipendenti.

Fase di diagnosi Strumento usato Obiettivo Errore da evitare Tempo tipico Esito atteso
Raccolta sintomi Registro interventi e log Capire quando nasce il difetto Basarsi solo su testimonianze utenti 15-30 min Scenario di guasto definito
Verifica alimentazioni Multimetro e oscilloscopio Controllare tensioni e disturbi Misura solo a vuoto 20-40 min Stabilità confermata o esclusa
Ispezione visiva Lente e luce tecnica Rilevare danni fisici Trascurare microfessure 10-20 min Indizi su componente degradato
Controllo I/O Diagnostica quadro Verificare ingressi e uscite Non simulare carico reale 20-45 min Canale difettoso identificato
Confronto parametri Software o scheda campione Escludere errori di configurazione Ignorare revisione firmware 15-30 min Compatibilità confermata
Test finale Prove di corsa e porte Validare diagnosi Limitarsi a un solo ciclo 30-60 min Guasto replicato o risolto

Per le imprese di manutenzione che gestiscono portafogli in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, standardizzare queste fasi migliora i tempi di diagnosi e riduce le richieste di reso dovute a identificazione errata del ricambio. Dal punto di vista operativo, conviene creare una scheda interna con fotografie di targhetta, codice articolo, numero revisione, posizione dei connettori e parametri caricati.

Considerazioni sull’approvvigionamento delle schede di controllo Hitachi

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Quando si parla di ricambi Hitachi, l’errore più comune è fermarsi al solo nome del marchio. In realtà contano codice esatto, variante, revisione hardware, eventuale firmware, anno impianto e interfacce associate. Due schede apparentemente simili possono avere differenze decisive nella gestione delle porte, nella comunicazione con inverter o nella mappatura degli ingressi. In Italia, questo aspetto è cruciale soprattutto nei fabbricati con impianti installati in lotti differenti o aggiornati nel tempo.

Prima dell’acquisto occorre verificare: etichetta completa, fotografie fronte e retro, posizione dei morsetti, tensioni nominali, stato della memoria parametri, eventuali sigilli, storico del componente e risultato dei test. Per chi cerca una soluzione mirata, una scheda di controllo Hitachi per accessori ascensore deve essere selezionata con corrispondenza puntuale rispetto all’unità rimossa dal quadro. L’approvvigionamento affidabile non significa soltanto avere stock, ma anche capacità di confronto tecnico e controllo di compatibilità prima della spedizione.

Nel contesto 2026, il mercato premia fornitori capaci di offrire tracciabilità del ricambio, riscontro fotografico, report di test e imballaggio protettivo. Nei corridoi logistici che passano per il porto di Genova, l’interporto di Bologna e l’area di Verona, una catena di fornitura ben organizzata riduce i fermi e migliora la prevedibilità della manutenzione.

Criterio di acquisto Perché conta Rischio se ignorato Verifica consigliata Priorità Nota per l'Italia
Codice esatto scheda Garantisce corrispondenza base Incompatibilità immediata Foto targhetta e PCB Molto alta Utile per impianti multimarca gestiti da terzi
Revisione hardware Può cambiare connettori e logica Montaggio errato Confronto revisione stampata Alta Frequente in sostituzioni parziali
Firmware o parametri Incidono sul comportamento Errori di manovra Backup e check versione Alta Importante per edifici ad alto traffico
Test funzionale Riduce guasti all’arrivo Fermo impianto prolungato Richiedere report Alta Essenziale se il cantiere è urgente
Condizione estetica e saldature Indica vita residua Guasto precoce Foto dettagliate Media Particolarmente utile su ricambi datati
Imballaggio ESD Protegge durante il trasporto Danno latente Conferma procedura di spedizione Alta Cruciale su tratte lunghe o multiple

Dal lato tecnologico, la nostra attività si concentra sulla corrispondenza di modello, revisione e funzioni, con attenzione alla comparazione tra codici, immagini e configurazioni. Questa capacità tecnica consente di supportare clienti italiani che vogliono ridurre il rischio di acquisti non compatibili e abbreviare la fase di fermo macchina.

Note sulla sostituzione delle motherboard Toshiba

Le motherboard Toshiba richiedono la stessa disciplina tecnica, ma con particolare attenzione ai moduli associati e alle eventuali schede di espansione. In molti impianti, la scheda madre non lavora da sola: comunica con schede I/O, interfacce porta, moduli di comunicazione e dispositivi di posizione. Sostituire solo la motherboard senza verificare le dipendenze può risolvere temporaneamente il problema o, al contrario, introdurre nuove anomalie.

Quando si interviene su una motherboard Toshiba nuova originale, è opportuno preparare in anticipo il backup dei parametri, fotografare la disposizione dei connettori, etichettare i cablaggi e verificare se il sistema richiede inizializzazione, caricamento dati o allineamento con una scheda di espansione Toshiba. In condomini ad alta densità di città come Torino e Napoli, una sostituzione ben pianificata riduce sensibilmente il numero di visite di ritorno.

Le note operative principali sono: spegnimento controllato, verifica assenza tensione residua, protezione ESD, smontaggio senza stress meccanico dei connettori, installazione della nuova unità, conferma di indirizzi o ponticelli, controllo dei consensi di sicurezza, riaccensione graduale e prove di servizio complete. Se la vecchia scheda mostra segni di sovratensione, è consigliabile controllare anche alimentatore, messa a terra, filtri e protezioni di linea.

Passaggio Obiettivo Errore frequente Rischio Controllo utile Esito corretto
Backup parametri Conservare configurazione impianto Saltare il salvataggio Perdita settaggi File, foto, stampa Ripristino rapido
Etichettatura cavi Evitare inversioni Contare sulla memoria Cablaggio errato Marcatori e foto Rimontaggio sicuro
Controllo schede collegate Verificare dipendenze Sostituire solo il modulo principale Errore persistente Lista moduli associati Sistema coerente
Conferma indirizzi Garantire comunicazione corretta Trascurare dip switch o ponti Mancata inizializzazione Confronto con scheda rimossa Avvio regolare
Riaccensione controllata Rilevare anomalie iniziali Andare subito in servizio pieno Nuovo fermo Sequenza di test Stato stabile
Prova finale multipla Validare la sostituzione Una sola corsa di prova Difetti intermittenti non visti Corse ripetute e porte Affidabilità confermata

Sul piano produttivo, il nostro approccio privilegia controllo qualità stabile, verifica visiva accurata, conferma del modello e preparazione del componente prima della spedizione. Questo aspetto manifatturiero e di gestione del magazzino aiuta il cliente italiano a ricevere ricambi più coerenti con il proprio fabbisogno operativo.

Perché le schede ricondizionate richiedono test accurati

Le schede ricondizionate hanno un ruolo concreto nel mercato italiano, soprattutto quando il componente nuovo è fuori produzione, ha tempi lunghi oppure comporta un costo non sostenibile per il proprietario dell’impianto. Tuttavia, il valore di una scheda ricondizionata dipende totalmente dal metodo di selezione, ripristino e collaudo. Non basta che il componente “si accenda”: deve dimostrare stabilità funzionale, assenza di danni latenti e coerenza con il carico reale.

I punti critici sono diversi: sostituzione di componenti usurati, pulizia professionale, controllo saldature, test alimentazioni, verifica delle uscite di pilotaggio, prova termica, eventuale simulazione dei segnali principali e ispezione delle memorie. Una scheda usata ma ben testata può offrire un servizio affidabile; una scheda usata senza test approfondito può invece generare fermi ripetuti e costi indiretti superiori al risparmio iniziale.

Per i manutentori in aree urbane come Milano e Roma, dove i contratti di servizio richiedono tempi di ripristino rapidi, la scelta di un ricondizionato deve basarsi su evidenze: report, fotografie, elenco test e garanzia commerciale chiara. Il trend 2026 porterà inoltre maggiore attenzione alla sostenibilità: riutilizzare in modo responsabile è positivo, ma solo se la sicurezza e la stabilità restano prioritarie.

Il grafico ad area mostra uno spostamento realistico della domanda verso soluzioni ricondizionate testate, favorito da economia circolare, disponibilità limitata di alcuni ricambi e strategie di ammodernamento graduale.

Requisiti di imballaggio ESD e spedizione

Le scariche elettrostatiche possono danneggiare una scheda anche quando il danno non è immediatamente visibile. Per questo l’imballaggio ESD non è un dettaglio accessorio, ma una misura essenziale di protezione. Nel commercio di ricambi per ascensori diretti in Italia, soprattutto su tratte che passano da magazzini, hub e corrieri multipli, una procedura di confezionamento corretta riduce il rischio di guasti all’arrivo e contestazioni successive.

La procedura raccomandata comprende busta schermante antistatica, protezione dei pin, fissaggio interno che impedisca il movimento, strato antiurto, scatola rigida, etichettatura chiara e, se necessario, doppio imballo. È utile aggiungere anche documentazione con codice, revisione, esito test e foto del componente prima della chiusura. Per spedizioni verso aree insulari come Sicilia e Sardegna, o verso destinazioni con più passaggi logistici, il livello di protezione deve essere ancora più attento.

Sul fronte del servizio, seguiamo procedure orientate a confezionamento protettivo, risposta rapida alle richieste tecniche e supporto nella verifica del modello prima della spedizione. Questa capacità di servizio è particolarmente utile per distributori e manutentori italiani che vogliono ridurre tempi morti e incertezze in cantiere.

Elemento di imballaggio Funzione Errore da evitare Livello di importanza Quando serve sempre Beneficio pratico
Busta ESD schermante Protegge da scariche elettrostatiche Usare sacchetti comuni Molto alta Sempre Riduce danni latenti
Protezione connettori Evita piegature e urti Lasciare pin esposti Alta Sempre Meno rotture meccaniche
Riempimento antiurto Assorbe vibrazioni Scatola troppo grande Alta Sempre Minore stress durante il trasporto
Scatola rigida Protegge da schiacciamento Cartone debole Alta Sempre Migliore integrità all’arrivo
Etichetta identificativa Evita errori di magazzino Codici incompleti Media Molto consigliata Più velocità in cantiere
Report fotografico e test Traccia condizioni e collaudo Spedire senza evidenze Media Ricambi critici o urgenti Maggiore trasparenza

Per le rotte commerciali che attraversano Genova, La Spezia, Trieste o gli hub aerei del Nord Italia, la robustezza dell’imballaggio influenza direttamente il tasso di non conformità. In ottica 2026, anche la sostenibilità avrà un ruolo crescente: materiali riciclabili, riduzione degli sprechi e confezioni ottimizzate saranno sempre più richiesti, purché non compromettano la protezione ESD e antiurto.

Passaggi di messa in servizio dopo la sostituzione della scheda

La sostituzione della scheda non termina con il montaggio fisico. La fase più importante per l’affidabilità è la messa in servizio, cioè l’insieme di controlli e prove che confermano il corretto funzionamento del sistema nel suo contesto reale. Saltare questi passaggi significa aumentare il rischio di richiamo tecnico, soprattutto in edifici ad alto traffico come ospedali, alberghi, uffici e complessi residenziali con più scale.

I passaggi tipici includono: controllo visivo finale del cablaggio, verifica serraggio morsetti, conferma corretta alimentazione, inizializzazione o caricamento parametri, allineamento con eventuali moduli remoti, prova delle sicurezze, test chiamate cabina e piano, prove porte, prove di livellamento, test di marcia nelle due direzioni, osservazione dei tempi di risposta e monitoraggio dei codici errore per più cicli consecutivi. In diversi contesti italiani è opportuno eseguire anche una prova in fascia di punta, per simulare utilizzo intensivo.

Se l’intervento riguarda un impianto strategico, come una struttura sanitaria a Bologna o un hotel a Roma centro, conviene registrare i principali valori di riferimento dopo la sostituzione. Questa pratica facilita confronti futuri e aiuta a distinguere un nuovo guasto da un problema preesistente di impianto.

Il grafico a barre mette in evidenza come in Italia la domanda più elevata di interventi sulle schede si concentri in condomini e progetti di modernizzazione, seguiti da uffici, ospedali e strutture ricettive.

Controllo di commissioning Cosa verificare Segnale di esito corretto Segnale di allarme Durata tipica Documento utile
Cablaggio finale Posizione e serraggio connettori Nessun gioco o inversione Connettore caldo o allentato 10-15 min Foto post-montaggio
Alimentazioni Tensioni nominali sotto carico Valori stabili Cadute o ripple 10-20 min Rilievo misure
Parametri Confronto con backup Configurazione coerente Valori mancanti o diversi 15-30 min Lista settaggi
Sicurezze Catene e consensi Risposta regolare Bypass involontari o errori 15-20 min Check-list tecnica
Porte Apertura, chiusura, riapertura Ciclo fluido e ripetibile Riaperture anomale 20-30 min Rapporto prova
Corse multiple Marcia e fermata ai piani Nessun errore dopo cicli ripetuti Fermo intermittente 30-60 min Verbale di riavvio

Nel 2026 si prevede una diffusione crescente di commissioning assistito da diagnostica digitale, con report condivisi, registrazione parametri e maggiore integrazione tra manutenzione sul campo e supporto remoto. Anche i criteri di sostenibilità influenzeranno il settore: riutilizzo responsabile, minor spreco di componenti e scelta di sostituzioni mirate invece di cambi indiscriminati.

Domande frequenti sulle schede di controllo per ascensori

Una scheda difettosa si può sempre riparare?
Non sempre. Dipende dalla disponibilità dei componenti, dal livello del danno, dalla presenza di piste compromesse, dal tipo di processore e dalla convenienza economica rispetto alla sostituzione.

È sicuro acquistare una scheda ricondizionata?
Può esserlo se il componente è stato testato in modo serio, con verifica funzionale, controllo visivo, protezione ESD e identificazione corretta del modello. Senza questi elementi il rischio aumenta.

Posso sostituire una scheda con una apparentemente simile?
No, non è consigliabile. Codice, revisione, firmware e configurazione devono essere compatibili. Una somiglianza estetica non garantisce funzionamento corretto.

Quanto conta l’imballaggio durante il trasporto?
Moltissimo. Le schede elettroniche possono subire danni da scariche elettrostatiche, urti o compressione. Busta ESD, antiurto e scatola rigida sono requisiti pratici essenziali.

Quali settori richiedono maggiore rapidità di sostituzione?
Ospedali, hotel, uffici ad alto traffico e grandi complessi residenziali. In questi contesti il fermo ascensore ha impatto diretto su continuità del servizio e soddisfazione degli utenti.

Quali dati conviene inviare al fornitore prima dell’ordine?
Foto chiare della scheda, etichetta con codice, revisione, immagini dei connettori, modello ascensore, descrizione del difetto e, se possibile, log errori. Queste informazioni migliorano la precisione dell’abbinamento.

Qual è la differenza tra motherboard e scheda di espansione?
La motherboard è il modulo principale di controllo, mentre la scheda di espansione aggiunge funzioni o interfacce specifiche. Spesso devono essere verificate insieme.

Come scegliere un fornitore affidabile in Italia?
Valutando competenza tecnica, capacità di confronto modello, controllo qualità, chiarezza sui test, imballaggio ESD, rapidità di risposta e supporto nella fase post-vendita.

Il grafico comparativo mostra perché, nel mercato italiano, un fornitore specializzato possa offrire maggiore valore rispetto a un canale generico: la differenza non sta solo nel pezzo disponibile, ma nella precisione del matching, nella qualità del test e nel supporto tecnico complessivo.

In sintesi, la gestione delle schede di controllo per ascensori richiede metodo, documentazione e conoscenza del contesto impiantistico. Per manutentori, distributori, proprietari e imprese di modernizzazione in Italia, la combinazione più efficace è quella che unisce diagnosi corretta, scelta del ricambio coerente, test affidabili, imballaggio ESD e commissioning rigoroso. È così che si riducono i tempi di fermo, si limita il rischio di resi improduttivi e si mantiene l’impianto sicuro e stabile nel tempo.

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